
Un membro del consiglio sindacale che convoca riunioni informali per imporre le proprie opinioni, un presidente che invia email minatorie ai condomini recalcitranti, decisioni prese dietro le quinte senza mandato dell’assemblea generale: queste situazioni esistono in molti condomini. Tuttavia, il consiglio sindacale non ha alcun potere esecutivo. Il suo ruolo si limita ad assistere e controllare l’amministratore. Quando questo limite viene superato, i condomini dispongono di leve concrete per ripristinare l’equilibrio.
Assemblee dematerializzate e filtraggio delle informazioni: un terreno fertile per le deviazioni
Con la permanenza delle assemblee generali tramite videoconferenza o voto per corrispondenza, si è instaurato un nuovo fenomeno. Gli amministratori professionisti segnalano un aumento delle situazioni in cui il consiglio sindacale filtra le informazioni trasmesse ai condomini o orienta i voti in anticipo.
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Concretamente, ciò si traduce in ordini del giorno redatti in modo orientato, documenti giustificativi trasmessi in ritardo, o scambi tramite gruppi WhatsApp in cui solo alcuni condomini sono inclusi. I condomini geograficamente distanti, che votano per corrispondenza, si trovano a dipendere dai documenti selezionati dal consiglio sindacale.
Questo tipo di deviazione è più difficile da rilevare rispetto a un abuso commesso durante un’assemblea fisica, dove chiunque può prendere la parola e richiedere documenti sul posto. Quando si riscontra un abuso di potere del consiglio sindacale di questa natura, il primo passo consiste nel richiedere per raccomandata l’accesso a tutti i documenti di gestione, un diritto garantito dalla legge del 10 luglio 1965.
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Distingere il controllo legittimo dal superamento di mandato in condominio
Hai già notato che un membro del consiglio sindacale interpella direttamente un vicino per un problema di rumore o di parcheggio? Questo riflesso parte spesso da una buona intenzione, ma costituisce un superamento di mandato.
Il consiglio sindacale constata e allerta, ma non sanziona. Solo l’amministratore ha il potere di agire legalmente a nome del sindacato dei condomini. Quando un consigliere sindacale invia personalmente diffide, impone restrizioni di accesso alle parti comuni o decide da solo lavori, esce dal suo ruolo.
Comportamenti che configurano un abuso di potere
- Impegnare spese o firmare preventivi senza voto preventivo in assemblea generale, anche per importi modesti
- Esercitare pressioni sull’amministratore affinché rifiuti l’iscrizione di risoluzioni proposte da altri condomini all’ordine del giorno
- Utilizzare i dati personali dei condomini (indirizzi email, numeri di telefono) per comunicazioni non legate alla gestione ordinaria dell’edificio
- Impedire l’accesso ai documenti contabili o condizionare la loro consultazione a procedure non previste dalla legge
Il confine è a volte sottile. Un consiglio sindacale attivo che negozia fermamente un preventivo con un fornitore rende servizio al condominio. Lo stesso consiglio che sceglie da solo il fornitore senza sottoporre la decisione al voto supera le sue attribuzioni.
Ricorsi concreti di fronte a un consiglio sindacale abusivo
La risposta non passa necessariamente per il tribunale. Diverse fasi consentono di risolvere la situazione prima di arrivare a questo punto.
Richiedere l’iscrizione di un punto all’ordine del giorno dell’AG
Ogni condomino può chiedere all’amministratore di iscrivere una questione all’ordine del giorno della prossima assemblea generale. Questa richiesta deve essere formulata per raccomandata con ricevuta di ritorno. L’amministratore non può rifiutarla se è conforme al regolamento condominiale.
Puoi così proporre la revoca di uno o più membri del consiglio sindacale. Questa revoca si vota a maggioranza semplice ai sensi dell’articolo 25 della legge del 1965. Se la maggioranza non viene raggiunta ma il progetto ottiene almeno un terzo dei voti, può essere organizzato immediatamente un secondo voto a maggioranza semplice.
Revocare il presidente del consiglio sindacale
Il presidente del consiglio sindacale è eletto dai membri del consiglio stesso, non dall’assemblea generale. Per sostituirlo, esistono due vie:
- Revocare l’intero consiglio sindacale in AG, per poi eleggerne uno nuovo i cui membri sceglieranno un altro presidente
- Chiedere ai membri del consiglio sindacale di procedere a una nuova elezione interna, il che presuppone la loro cooperazione
In pratica, la prima opzione rimane la più affidabile quando il presidente rifiuta di mettersi in discussione.
Rivolgersi al tribunale giudiziario
La via giudiziaria interviene quando i ricorsi interni sono falliti. Un condomino può rivolgersi al tribunale giudiziario per far annullare decisioni prese al di fuori del quadro legale, o per impegnare la responsabilità personale di un membro del consiglio sindacale che ha causato un danno al condominio.
Negli ultimi anni, i professionisti del diritto condominiale hanno osservato un aumento delle controversie che coinvolgono direttamente i membri del consiglio sindacale, e non più solo l’amministratore. Conferenze organizzate dall’UNIS e dalla FNAIM tra il 2022 e il 2024 hanno documentato questa tendenza.

Responsabilità personale dei membri del consiglio sindacale
Un punto raramente affrontato merita attenzione. I membri del consiglio sindacale possono vedere la loro responsabilità civile personale coinvolta se causano un danno con le loro azioni illecite. Il volontariato non costituisce uno scudo giuridico.
Un consigliere sindacale che prende l’iniziativa di far eseguire lavori senza autorizzazione dell’AG, e che questi lavori causano un danno (infiltrazione, difetto di costruzione), può essere tenuto a riparare il danno con i propri fondi personali. Questa responsabilità si applica anche in caso di ingerenza nella vita privata dei condomini, ad esempio diffondendo informazioni personali senza consenso.
Per proteggersi, alcuni condomini stipulano un’assicurazione che copre la responsabilità dei membri del consiglio sindacale. Controlla se il tuo contratto multirischio edificio include questa garanzia.
Conservare sistematicamente le prove scritte (email, lettere, screenshot di conversazioni di gruppo) rimane il riflesso più protettivo, che tu sia un condomino leso o un membro del consiglio sindacale che agisce in buona fede. Un dossier ben documentato fa la differenza se la situazione arriva davanti a un giudice o semplicemente durante un dibattito in assemblea generale.